Le
mobilitazioni vicentine attorno alla giornata del Primo marzo si sono
concluse con la fiaccolata serale a Montecchio Maggiore per protestare
contro la delibera comunale sull'idoneità d'alloggio, presa come
simbolo delle politiche razziste della Lega Nord nei nostri territori.
Oltre
2000 persone hanno attraversato il paese. Il ritrovo ad Alte Ceccato,
la frazione di Montecchio con la più alta densità di migranti, in via
Tecchio era alle 19.30, ma già dalle 19 arrivano un primo consistente
gruppo di migranti del Bangladesh partiti da piazza San Paolo.
Piano
piano via Tecchio si riempe e tra musica, slogan, fiaccole e striscioni
si parte tutti verso la piazza del Comune. In testa un unico striscione
giallo con lo slogan del primo marzo "Un giorno senza di noi". Foulard,
spille, fazzoletti rigorosamente gialli colorano la manifestazione.
Il
corteo procede per le vie di Montecchio ed è caratterizzato dalla
presenza massiccia della comunità del Bangladesh di Montecchio, ma
anche del resto della provincia. Sono presenti anche indiani dalla
vicina Arzignano e un buon numero di africani.
La manifestazione
si conclude nella piazza centrale davanti al Comune. Qui ci sono due
interventi conclusivi, uno di Bepi De Marzi, noto esponente della
cultura vicentina e l'altro di una donna bengalese, che ha letto un
comunicato unitario.
Nella
provincia di Vicenza sono iniziate oggi le iniziative attorno alla
giornata del Primo Marzo. Oggi era previsto lo sciopero della spesa e
un presidio comunicativo in Piazza San Paolo ad Alte Ceccato a partire
dalle ore 16.
Nei supermercati delle Alte Ceccato non si sono
visti praticamente migranti, a parte qualcuno che proveniente dalla
provincia di Verona non era a conoscenza dell'iniziativa. L'iniziativa
è riuscita perfettamente, la comunità del Bangladesh di Montecchio
(oltre 1000 persone) ha aderito in blocco all'iniziativa. Nel
pomeriggio ci si è spostati in Piazza San Paolo, la piazza più
frequentata dai migranti, ad Alte Ceccato. A partire dalle ore 16
interventi di migranti si sono alternati alla musica hip hop e reggae.
E' stata l'occasione per volantinare e lanciare le iniziative di lunedì.
Lo
sciopero della spesa è stata l'iniziativa che è stata proposta con
forza dalle comunità migranti per protestare contro la delibera
razzista dell'amministrazione comunale leghista di Montecchio Maggiore
sull'idoneità d'alloggio. In seguito a questo provvedimento che ha reso
più restrittivi i criteri per ottenere questo documento necessario per
il rinnovo del permesso di soggiorno o l'acquisizione della carta di
soggiorno e della cittadinanza italiana.
In seguito a questa
scelta circa il 70% delle famiglie migranti di Montecchio si sono
trovate improvvisamente la casa non più in regola, anche se magari
comprata con il mutuo o in affitto.
Tratto da www.globalproject.info/